Piano di controllo e valutazione del Sistema Scuola

Il nostro sistema di valutazione, tenendo in considerazione eventuali nodi problematici, vuole essere formativo e si articola in:

Tale processo, flessibile, è funzionale sia per una valutazione del sistema che per la valutazione del percorso educativo e presuppone, da parte degli insegnanti la volontà di mettersi in discussione e la disponibilità al cambiamento.
Autoanalisi: utilizza, quali strumenti, la compilazione di questionari che, come dal D.P.C. M. 19/05/95, sono rivolti a docenti e genitori, riguardano aspetti organizzativi e didattici legati al rispetto del contratto formativo, prevedono risposte, consentendo la formulazione di proposte.
Tali questionari saranno predisposti da un gruppo di lavoro (Commissione interna all'organizzazione scolastica) sulla base d'indicatori precisi. Forniranno punteggi indicativi del livello qualitativo e delle aspettative generali dell'utenza.
Autovalutazione: L'elaborazione dei dati raccolti dai questionari verrà sottoposta a lettura da parte del Collegio dei Docenti che attiverà meccanismi di regolazione, potenziando le risorse in collaborazione con le strutture territoriali.
Bisogna avere ben presenti vincoli e limiti entro cui il Sistema può muoversi. Si evidenzia che i vincoli risultano da situazioni su cui non è possibile agire (ad esempio: normativa rigida, fattori esterni che limitano le possibilità d'azione, risorse insufficienti...)
Autoregolazione: AI termine del processo d'analisi e valutazione dovrebbe essere possibile realizzare un equilibrio funzionale che, ad ogni disfunzione evidenziata, faccia corrispondere un adeguamento effettivo o motivate innovazioni.

Per effettuare una valutazione del Sistema bisognerà saper dare adeguata risposta alle domande:
Chi controlla?: quali sono i soggetti o gli organi che devono svolgere e partecipare al controllo e quali sono le loro interrelazioni e i poteri loro attribuiti?
Soggetti controllori interni:

  1. Consiglio di Istituto
  2. Collegio dei Docenti
  3. Consiglio d’Interclasse con e senza Rappresentanti dei Genitori
  4. Gruppi di lavoro-Commissioni

Soggetti controllori esterni:
1. Istituto Nazionale di Valutazione (INVALSI)

Cosa si controlla?: si tratta di individuare l’oggetto del controllo, definendo se questo controllo riguarderà singoli atti o tutta l’Istituzione scolastica.

ORGANI
OGGETTO DEL CONTROLLO
Consiglio di Istituto
  • Atti amministrativi
  • Bilancio
  • Piano delle attività
  • Regolamento di Circolo
  • Gestione e Risorse finanziarie
  • Condizioni strutturali e ambientali
Collegio dei Docenti
  • Affidabilità
  • Condivisione del P.O.F.
  • Adeguatezza e Ottimizzazione dell’Organico – proposte
  • Rendicontabilità
  • Trasparenza e pubblicizzazione degli atti
  • Valutazione della qualità attraverso:

- soddisfazione dell’utenza
- diagnosi organizzativa (figure di sistema)
- indicatori educativi

  • Corresponsabilità: innovazione con condivisione degli obiettivi
Consiglio di Interclasse
  • Rendicontabilità
  • Confronto ideale-reale ai fini del miglioramento
  • Controllo degli esiti formativi
  • Corresponsabilità
  • Abitudine al lavoro in equipe
  • Individuazione delle responsabilità
  • Miglioramento delle capacità decisionali
  • Capacità di rispondere al livello di realtà organizzativa da parte dei singoli soggetti
  • Motivazione personale
Commissione interna
  • Formulazione indicatori di valutazione
  • Tabulazione dei dati
  • Predisposizione dei questionari
  • Formulazione tecniche e tempi delle rilevazioni
  • Elaborazione dati con grafici e altri strumenti riassuntivi
INVALSI
  • Apprendimenti degli alunni di cl. II, V primaria e cl. I e III secondaria (rilevazione effettuata su di un campione di Istituti previamente individuato con metodo statistico)

Come si controlla?: si tratta di prestabilire i livelli astratti quantitativi e qualitativi ai quali deve pervenire l'azione educativa, di individuare misure e indicatori di performances, nonché gli indicatori delle attività effettivamente svolte.
Sarà necessaria la costante aderenza agli obiettivi iniziali, verificando continuamente il percorso d'attuazione. L'elaborazione e l'analisi dei risultati rilevati sarà poi oggetto di valutazioni conclusive e circolari.
Si ritiene utile attivare, con altre istituzioni scolastiche, un confronto costruttivo dell'impianto degli indicatori di valutazione per consentire scambi e integrazioni, anche via Internet, considerata la complessità del problema.
Si vuole ancora sottolineare che i modelli di valutazione dovrebbero tendere alla compressione del rischio di controllo: ogni punto d'arrivo sarà da intendersi sempre come nuovo punto di partenza perché nessuna valutazione può ritenersi esaustiva e perfetta, ma continuamente discutibile e rinnovabile.

 

La valutazione degli alunni
La valutazione degli alunni è un problema formativo che vede coinvolti tre aspetti:
1. Elementi relativi all'apprendimento (cosa è stato appreso e come è stato appreso) - indicatori quantitativi -. Si considereranno particolarmente l'acquisizione delle abilità operative e le modalità d'indagine, la padronanza di linguaggio, lo sviluppo di competenze comunicative ed espressive.
2. Elementi che si riferiscono ad aspetti affettivi e di relazione - indicatori qualitativi -. Si considererà la maturazione dell'identità, il senso di responsabilità, il pensiero critico.
3. Elementi che riguardano le caratteristiche, degli alunni, di origine non scolastica. Si considereranno gli atteggiamenti relazionali, l'impegno a capire, a progettare ed operare costruttivamente.
Interpretando e correlando questi elementi si giungerà ad una valutazione finale che terrà conto dei vari aspetti quantitativi e qualitativi.
La valutazione degli alunni ha scansione quadrimestrale:
· 1° quadrimestre ( 31 gennaio )
· 2° quadrimestre ( giugno )
Le verifiche sono effettuate periodicamente.

Ostacoli della valutazione

Il rischio maggiore della valutazione è legato al grado di soggettività che esiste in ogni giudizio:
1. Effetto alone (estensione della valutazione di un tratto della persona ad altri tratti esposti: un alunno ordinato ha la possibilità di essere giudicato positivamente)
2. Errore dovuto all'aspettativa (tendenza a minimizzare gli errori compiuti da alunni che, di solito, ottengono buoni risultati e viceversa).
3. Errore di contrasto (dopo una prova negativa, una positiva tende a risultare migliore).
4. Tendenza a valutazioni centrali per non sbilanciarsi.

 

Strumenti della verifica

Per evitare questi rischi, l'insegnante dovrebbe (a nostro giudizio):
1. Stabilire con chiarezza e precisione gli obiettivi da considerare e i criteri per valutare.
2. Predisporre delle prove che verifichino effettivamente quello che si deve valutare senza confondere aspetti quantitativi e qualitativi.
3. Presentare prove contestualizzate, collegate alla programmazione, che utilizzino un linguaggio non astratto.
4. Concordare, all'interno del gruppo di lavoro formato dai docenti, un significato comune da attribuire ai giudizi sintetici della scheda di valutazione e quindi elaborare prove oggettive di diverso tipo (d’ingresso, intermedie e finali).
5. Predisporre, partendo dal presupposto che gli obiettivi minimi siano comuni, prove d'esame oggettive comuni a livello di Istituto (per la scuola secondaria).

Criteri e funzioni della valutazione

Per attribuire un valore ai dati raccolti e prendere quindi le opportune decisioni didattiche, predisporre le adeguate esperienze scolastiche e giungere così ad una valutazione finale, si terrà conto dei seguenti criteri:

Sono cambiate soprattutto le funzioni della valutazione nel processo d'insegnamento-apprendimento: da momento terminale, a momento che interagisce e accompagna lo svolgimento del lavoro.
Come momento iniziale la valutazione coincide con il primo momento della programmazione didattica, è un giudizio preventivo circa !'adeguatezza delle soluzioni da praticare, rispetto agli intenti che ci si propone di raggiungere. Tale giudizio è tanto meglio fondato quanto maggiori sono i dati a disposizione.
Come momento intermedio la valutazione fornisce all'insegnante informazioni dettagliate sul processo d'apprendimento individuale degli allievi rispetto agli obiettivi di un lavoro in atto. La valutazione formativa si colloca all'interno delle attività didattiche e concorre a determinare lo sviluppo successivo. Oltre al controllo degli obiettivi prefissati essa consente all'insegnante di individuare le aree che richiedono un rinforzo e gli allievi che necessitano di recupero.
La valutazione sommativa, come momento terminale, è un giudizio complessivo sull'apprendimento conseguito dagli alunni o dopo lo svolgimento di una fase organica di lavoro o a fine quadrimestre o fine anno. Essa risponde all'esigenza di apprezzare la capacità degli alunni di utilizzare, in modo aggregato, le capacità e le conoscenze acquisite nell'itinerario d'apprendimento.

Quando, cosa e come valutare:

Tipo di valutazione La verifica accerta Esempi
Valutazione iniziale
  • Le conoscenze possedute all’inizio di un ciclo di studi
  • La situazione iniziale degli alunni
  • Prove d’ingresso
  • Questionari socio-linguistici
  • Prove oggettive di vario tipo
Verifica dei prerequisiti
  • Le abilità e le conoscenze prima dell’inizio di un certo lavoro
 
Valutazione Intermedia
  • Il grado di apprendimento nel corso di un itinerario didattico; permette di prevedere i rinforzi adeguati alle difficoltà
 

Valutazione finale

Valutazione sommativa
  • I risultati dopo vari itinerari didattici
  • Prove d’esame e/o prove finali dopo percorsi didattici

I giudizi sintetici si articoleranno su tre versanti di valutazione:
a) competenza (esclusivo riferimento al rendimento scolastico, cioè all'acquisizione di conoscenze e competenze)
b) autonomia/metodo (osservazione sullo sviluppo delle abilità metacognitive)
c) impegno/motivazione (osservazione sulla componente affettivo-relazionale)

A decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, la valutazione degli apprendimenti e' effettuata mediante l'attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.

Si propongono queste indicazioni:

10 = Le competenze acquisite sono sicure, complete e approfondite. L’alunno rielabora in modo autonomo e personale  le proprie conoscenze.

9 = Le competenze acquisite sono sicure e complete. L’alunno rielabora in modo personale le proprie conoscenze.

8 = Le competenze acquisite sono buone. L’alunno rielabora in modo articolato le proprie conoscenze.

7 = Le competenze acquisite sono ancora da consolidare. L’alunno è incerto nell’organizzare in modo personale le proprie conoscenze.

6 = Le competenze acquisite sono essenziali . L’alunno riesce a organizzare le proprie conoscenze solo se opportunamente guidato.

5 =  Le competenze sono insufficienti ,commette molti e/o gravi errori nell’applicare le procedure. Anche se opportunamente guidato l’alunno non  sempre riesce a organizzare le conoscenze.

4 =  Non sa applicare le conoscenze di cui è in possesso, neanche guidato opportunamente (solo per la Scuola Secondaria di I° grado).

Si propone di stampare le seguenti indicazioni sul documento di valutazione:

10 competenza sicura, completa e approfondita
9 competenza sicura e  completa
8 competenza sicura
7 competenza da rinforzare
6 competenza essenziale
5 competenza non totalmente acquisita
4 competenza non acquisita (solo per la scuola secondaria di I° grado)

Per quanto riguarda la Scuola Primaria si ricorda di utilizzare i suggerimenti per la valutazione del livello di maturazione raggiunto.

Si propone di indicare sulla scheda di valutazione alla voce COMPORTAMENTO: rispetto delle persone, delle cose e delle regole in ogni situazione scolastica.

Si suggeriscono i seguenti indicatori per la VALUTAZIONE del COMPORTAMENTO:

10 = Costante rispetto delle regole. Capacità di assumere responsabilità. Saper essere un  riferimento positivo per il gruppo.

9 = Costante e adeguato rispetto delle regole

8 = Comportamento nel complesso adeguato con buon autocontrollo

7 = Comportamento talora inadeguato con parziale autocontrollo

6 = Comportamento inadeguato, non grave, ma ripetuto

5 = Grave e/o ripetuta mancanza di rispetto per persone, cose e regole

Si suggerisce inoltre di avviare delle discussioni di confronto sui comportamenti e sul rispetto delle regole stabiliti nei Regolamenti all'interno di piccoli gruppi (consigli di classe e interclasse).